Il 18 dicembre sarà consegnato alla storia di Gela come il giorno in cui si corona
il sogno di mezzo secolo dei cittadini gelesi di avere un tribunale. Il 10 gennaio
del 1991 il riconoscimento ufficiale della istituzione del tribunale con la legge
dello Stato. Un iter travagliato seguito dall’allora senatore Salvatore Crocetta
che concepì quel disegno di legge.
Grazie alla sinergia di forze politiche, avvocati e società civile il tribunale
di Gela nacque e trovo allocazione a tempo di record in un’ala del palazzo di città
ma sfrattando una scuola. Adesso viene posta la prima pietra ad opera del sindaco
Rosario Crocetta in una vasta area a ridosso del Petrolchimico che una volta considerato
il colosso di Gela, dovrà forzatamente cedere il posto al colosso in termini di
struttura e di forza della legalità al Palazzo di giustizia. Un edificio di tutto
rispetto, che pur concepito progettualmente dieci anni fa è di una attualità e modernità
estreme da superare qualunque edificio esistente in Sicilia dove si governa la giustizia.
Come tutte le cose di Gela, anche quest’opera ha avuto un iter farraginoso e tormentato,
l’ultimo dei quali quando un gruppo di proprietari di porzioni di area su cui ricade
il complesso costruttivo aveva chiesto al Tar il blocco dei lavori perché ritenevano
iniquo l’indennizzo economico riconosciuto dall’Ufficio tecnico erariale. Ma anche
quell’intoppo fu superato, furono consegnati i lavori all’impresa, in forse fino
a qualche ora prima della consegna dei lavori, ma adesso il percorso è in discesa
e il sindaco Crocetta non avrebbe potuto festeggiarlo al meglio se non organizzando
una giornata celebrativa con la presenza di autorità politiche, civili, militari,
rappresentanze del governo e del parlamento. Anche se l’opera è stata aggiudicata
con un forte ribasso, c’è la fiducia da parte di tutti che saranno rispettati i
tempi e soprattutto va sottolineato che con l’attuazione del protocollo di le-galità
non dovrebbero es-serci pressioni di sorta di tipo mafioso e i lavori procederanno
speditamente. Su questo aspetto il sindaco è irremovibile quando sostiene che nessuno
oserà mettere le mani sull’appalto imponendo subappalti o altri balzelli.
La posa della prima pietra del Palazzo di Giustizia ha avuto un preludio in Municipio
dove Crocetta ha ricevuto le autorità: l’on. Salvatore Morinello, il senatore Salvatore
Crocetta, il presidente del consiglio comunale Pino Federico, il presidente della
provincia Collura, il presidente del consiglio provinciale Marotta, assessori comunali
e consiglieri comunali e provinciali, ma anche il Prefetto Santoro, il vicepresidente
nazionale antimafia on. Lumia, il questore di Caltanissetta, il dirigente del Commissariato
di Gela vice questore Malafarina, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri
ed altri vertici provinciali e regionali. Prima che il corteo partisse, l’onorevole
Lumia si è attardato nell’androne del Comune a vedere il plastico del Palazzo di
giustizia le cui caratteristiche venivano spiegate dall’ing. Nanni Costa e dal sindaco
Crocetta. Poi tutti in piazza San Francesco. Un imponente corteo preceduto dalla
banda musicale diretta dal maestro Mammano e dalle majorettes e migliaia di ragazzini
della scuola media si è snodato da Piazza San Francesco percorrendo la Via Bresmes,
la via generale Cascino ed a raggiungere infine la Via Recanati dove alla estremità
un improvvisato palco ha ricevuto tutte le autorità invitate ad assistere alla posa
della prima pietra. Primo fra tutti a prendere la parola è stato il sindaco Crocetta
cui hanno fatto seguito tutti gli altri.
A benedire la cerimonia è stato il Vicario Foraneo Mons. Grazio Alabiso che leggendo
un brano sacro ed inneggiando per la iniziativa che è simbolo di presenza divina
perché non c’è amore per la vita e per il prossimo che tenga, se non esiste giustizia,
infine ha benedetto gli astanti e l’area tutta dove sorgerà l’opera. Simpatica e
simbolica la cerimonia di apposizione della firma da parte di numerose personalità
su una pergamena approntata dal Comune, che poi il primo cittadino ha arrotolato
e disposto all’interno di un foro apposto su un blocco di pietra. A suggellare il
momento della posa della pietra è stato il gesto del sindaco che, casco edile sul
capo e cazzuola alle mani, ha proceduto a ricoprire quel foro contenente la pergamena
con malta cementizia. Infine una ruspa del cantiere ha sollevato la pesante “pietra”
trasferendola sull’area dove a partire proprio dalle ore pomeridiane inizierà la
prima gettata di cemento.
Nel corso della cerimonia abbiamo ascoltato alcune personalità delle quali riportiamo
stralci di intervista.
HANNO DETTO
Rosario Crocetta sindaco di Gela
“ E’ un grande giorno per tutti che segna un passo importante. Non ci può essere
una società libera senza il rispetto delle istituzioni. Noi abbiamo avuto alcune
minoranze mafiose questi anni ed ancora ce le abbiamo. Mi arrivano segnali che qualcuno
vorrebbe mettere le mani sui subappalti di questo palazzo di giustizia, ma sappia
questo qualcuno che ha fatto i conti senza l’oste perché non lo permetteremo, non
lo tollereremo, lo denunceremo e ci sono tutte le forze di polizia, la magistratura,
l’amministrazione comunale che riscoprono ordine e legalità, bellezza e felicità
per i gelesi”.
Pino Federico presidente del Consiglio comunale
“Oggi è sicuramente una grande giornata per questa città. Penso che questa grande
opera si può realizzare quando l’intera classe politica converge su un progetto.
Non può essere un progetto di parte. Questa città ha bisogno di convergenze perché
dobbiamo fare delle grandi opere. Ora occorrerà fare un altro passaggio che è il
completamento della caserma dei carabinieri. L’invito mio è per tutti: andare avanti
uniti per fare crescere questa città e farla uscire da quella emarginazione e quella
immagine negativa che purtroppo ha costruito nel tempo”.
Vincenzo Santoro Prefetto.
“Avete un sindaco fortunato perché è riuscito ad accaparrarsi una bella giornata
di sole in una giornata particolarmente gradevole per lo scopo per cui siamo qui
riuniti. Il nuovo palazzo di giustizia fortemente voluto da tutti, oggi vede la
posa della prima pietra, ma questa deve essere anche la prima pietra per tutto un
percorso che deve rivalutare la città di Gela. In modo tale che essa sia additata
agli occhi di tutti gli italiani non per le negatività ma per le possibilità. Questa
è la mia riflessione”.
Filippo Collura Presidente Provincia
“La posa della prima pietra di questa opera assume per me un significato profondo
sia sotto il profilo sociale che quello economico di rilancio del territorio. E’
un momento molto felice per Gela, quello che stiamo attraversando. Abbiamo posto
la prima pietra per il palazzetto dello sport provinciale, oggi la posa della prima
pietra per il palazzo di giustizia. Si mettono così in giro tanti miliardi che il
territorio utilizza e sfrutta. Questo è un messaggio chiaro. Un palazzo di giustizia
che viene costruito a Gela in una zona chiacchierata sotto il profilo della legalità,
un palazzetto dello sport costruito dalla Provincia a Gela, dove mancano strutture
sportive e i giovani non trovano alternativa alla strada, è chiaro che sono messaggi
forti sotto il profilo sociale e politico. Faccio gli auguri a tutto il territorio
affinché l’intesa tra amministrazione provinciale e amministrazione comunale continui
sperando di avere risultati sempre migliori”.
Giuseppe Lumia vicepresidente Commissione nazionale Antimafia.
“Complimenti a tutti voi ed ai bambini numerosi qui. La giustizia al servizio dei
cittadini. Noi dobbiamo fare in modo che davvero sia così ed è bene avere un edificio
bello e accogliente con servizi funzionanti. Qui è stato più volte sottolineato
ed p questo il concetto che dobbiamo fissare nella nostra mente. Legalità e sviluppo
non possono dividersi. Costruire la Gela del Rinascimento richiede mettere insieme
legalità e sviluppo. E’ un lavoro stupendo che rende felici i cittadini e crea dispiaceri
ai mafiosi, che dà più opportunità di crescita ai cittadini e che rea problemi seri
ai delinquenti. E’ un lavoro in salita ma le cose belle che portano al cambiamento
sono cose che meritano fatica, sudore. Una comunità cresce in gioia e felicità quando
sa essere unita. L’opera si farà in tempi abbastanza veloci. C’è un protocollo di
legalità che saprà monitorare quest’opera e tenere lontani i mafiosi e i delinquenti.
L’avvocatura è oggi da ringraziare e tutti gli operatori della giustizia”.
on. Salvatore Morinello Assessore lavori pubblici
“Si realizza un’opera imponente grazie alla sinergia ed un sforzo comune voluto
da tutta la città, dalle istituzioni e dalla caparbietà dell’allora senatore Salvatore
Crocetta. Adesso siamo riusciti a realizzare il Palazzo di giustizia e devo dire
che il massimo del finanziamento lo abbiamo ottenuto a differenza di altri tribunali
grazie al Ministro della giustizia che allora era l’on. Di Liberto. In qualità di
assessore ai Lavori Pubblici assieme al sindaco Crocetta abbiamo l’onore di posare
la pri-ma pietra di questa opera gigantesca e for-se la più grande opera pubblica
che sia realizzata nella nostra città dal dopoguerra. E di questo noi siamo particolarmente
felici”.
Angelo Ventura Procuratore della Repubblica
“Questa giornata è molto importante perché si sta realizzando un’opera pubblica
imponente. Dopo quella del Municipio resterà nella storia e sicuramente verrà scolpita
nelle cartoline illustrate di Gela, rimanendo per secoli a testimoniare la presenza
di questo edificio. E’ una struttura sicuramente all’avanguardia dal punto di vista
tecnologico, della sicurezza, dei comforts anche se il progetto risale a 12 anni
fa. La realizzazione di una nuova struttura è importante perché consentirà di lavorare
a tutti gli operatori della giustizia godendo di maggiori e più confortevoli servizi.
Riguardo al lavoro effettuato nel passato si continuerà a produrre con la stessa
speditezza e lo stesso impegno che abbiamo profuso nelle anguste stanze dell’attuale
sede”.
Antonio Malafarina vicequestore e dirigente Commissariato Polizia di Gela
“Una giornata storica perché finalmente anche Gela avrà un Palazzo di giustizia
nuovo e adeguato alle evoluzioni”.
Angela Galioto vice presidente Consiglio comunale di Gela
“E’ un momento importate non solo per la classe forense ma per tutta la città. Dopo
quarant’anni finalmente si dà esecuzione ad un progetto che sembra realizzarsi.
Si tratta di una struttura al servizio del cittadino”.
Dott. Genco Presidente Tribunale di Gela.
“Mi sembra lodevole la partecipazione di tanti cittadini, autorità, scuole, società
civile alla posa della prima pietra del costruendo Palazzo di giustizia. Questa
è sicuramente una giornata positiva per il futuro di Gela e per le prospettive che
si delineano. Sono passati molti anni prima di arrivare a questo primo traguardo,
ma sappiamo che i tempi della burocrazia non sono brevissimi. Se come assicura il
progettista la costruzione sarà ultimata in tre anni, c’è da rallegrarsi e augurarsi
che possa servire fondamentalmente al trionfo della giustizia e della democrazia
nel territorio”.
Giuseppe Aiello presidente Ordine degli avvocati.
“E’ festa per tutti, anche per natura oggi. Non c’è dubbio che la posa della prima
pietra di un Tribunale significa creare un’opera che sia indicativa della presenza
della legge e dello Stato. Dobbiamo ringraziare a monte chi ha voluto a suo tempo
questo tribunale. Noi abbiamo lottato per cinquant’anni per avere questo presidio
di giustizia con altri cittadini, creando anche barricate sulle strade finendo anche
davanti ai giudici. Siamo riusciti finalmente a raggiungere il nostro scopo. E’
una battaglia combattuta da tante persone, nei vari
Autore : Nello Lombardo